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martedì 10 gennaio 2017


Lévi-Strauss: Disuguaglianza degli uomini, animali, estinzione  


Sicuramene la capacità di mimetizzarsi è dono dell'evoluzione, al fine di preservare una specie. In approfondimento allo step 23, ecco alcune considerazioni di Lévi-Strauss:



venerdì 16 dicembre 2016

Step 21 - I protagonisti

Henry Montgomery Lawrence

Il personaggio della storia che più si lega a questo colore è senza dubbio Sir Henry Lawrence, fondatore del Corpo Delle Guide, reggimento formato da fanti e cavalieri, attivo nell'India inglese dal 1846 al 1922. 

Henry Lawrence

Gli appartenenti al Corpo Delle Guide furono i primi a tingere i proprio capi di cotone bianco per garantirsi una mimetizzazione migliore. (https://en.wikipedia.org/wiki/Khaki)

                        

Links: 
   
-Sir Henry Montgomery Lawrence:

                                             https://www.britannica.com/biography/Henry-Montgomery-Lawrence                                             https://en.wikisource.org/wiki/1911_Encyclopædia_Britannica/Lawrence,_Sir_Henry_Montgomery 

-Raj inglese:

-Un romanzo: 


mercoledì 14 dicembre 2016

Step 19 - Anatomia di un colore




"L'anatomia (dal greco ανατομή, anatomè = "dissezione"; formato da ανά, anà = "attraverso", e τέμνω, tèmno = "tagliare") è una branca della biologia che studia la forma e la struttura degli organismi: del corpo umano (anatomia umana), degli animali (anatomia animale), delle piante (anatomia vegetale)."

Fonte:  wikipedia

Non è certo semplice compiere uno studio sistematico di un colore: sebbene esso rappresenti qualcosa di estremamente sensoriale, è lecito domandarsi "a cosa serve un colore?".
Di fronte ad un colore come il kaki la risposta non è semplice: ci si ritrova immediatamente divisi tra il frutto omonimo e quello che è il più largo impiego di questo colore: la mimetica. Provando ad andare oltre questo dualismo, a dissezionare più a fondo questo colore si può trovare come punto di partenza la propria terziarietà: l'essere formato da tre colori complementari, uniti tra di loro in parti uguali. Non cito tali colori poiché ritengo non sia utile ai fini di questa indagine, ma vorrei soffermarmi maggiormente su questa caratteristica basilare, ovvero l'essere un colore terziario.
Tali tipologie di colori sono, a mio avviso, molto complesse: non così diretti, non così gradevoli, non così iconici come i loro genitori primari e secondari e proprio per questo dotati del miglior attributo che si possa dare ad un colore: equilibrati. E il kaki è, a mio avviso, un colore giusto, equilibrato, in modo oggettivo e a dimostrazione di ciò vi è il fatto che sia, come detto, il principale colore utilizzato per mimetizzarsi: l'atto della mimetizzazione non è infatti la ricerca di un equilibrio, di un compromesso tra il soggetto e l'ambiente circostante? Mimetizzarsi significa nascondere sé stessi da ciò che ci circonda ma non per questo ci impone di snaturarci, di azzerare noi stessi per adeguarci agli altri. Semplicemente, ci permette di nasconderci e di vedere meglio, senza essere scoperti. E' bello mantenere sé stessi quando tutto il resto è monotono.

giovedì 1 dicembre 2016

Step 18 - Le arti pittoriche

Woman holding a Tobacco Pipe


Autore: Katsushika Hokusai
Titolo: Woman holding a tobacco pipe
Anno di esecuzione: 1814
Luogo di esposizione: Museo Freer & Sackler , Washington

Altre opere di Hokusai in cui si utilizza il colore kaki sono visionabili a questo link 

link alla pagina originale: http://www.hokusai-katsushika.org/woman-holding-a-tobacco-pipe.html
link alla pagine dell'autore: https://it.wikipedia.org/wiki/Katsushika_Hokusai 

martedì 1 novembre 2016

Step 08 - La saggezza popolare

Legati al colore Kaki vi sono alcune ricorrenze nei detti popolari, in particolare per quanto concerne il frutto da cui questo colore deriva, il cachi.
Nello specifico vi sono due differenti credenze riguardo alla parte anatomica di questo frutto, ecco quali:

Il dialetto napoletano

Secondo le regole dialetto partenopeo, il cachi viene chiamato "legnasanta", poiché si fa riferimento alla sua parte interna, solitamente di colore bianco, la quale possiede -in teoria- una forma che ricorda quella di Gesù crocifisso, stilizzato..

Sezione del frutto: è possibile notare, dal basso verso l'alto, una  forma ricordante vagamente una croce.

Previsioni per l'inverno? Affidatevi al cachi

Secondo un detto contadino, è possibile stimare come sarà l'inverno venturo utilizzando i semi del cachi. Infatti, una volta aperti, questi semi contengono il germoglio che, a seconda delle condizioni atmosferiche degli ultimi mesi, può presentarsi in tre differenti forme le quali rappresenterebbero un cucchiaio, una forchetta ed un coltello. Quali interpretazioni sono state date?

 - se il germoglio è a forma di cucchiaio, ci sarà un inverno nevoso in cui cadranno "palate" (leggi "cucchiaiate", per l'appunto) di pioggia mista a neve. 
- se a forma di forchetta la neve che cadrà sarà leggera.
- se a forma di coltello l'inverno sarà infatti gelido e ventoso, tagliente. 





Per maggiori informazioni consultare i seguenti link:

- dialetto napoletano
- perché le posate nei semi?
- previsioni invernali

giovedì 20 ottobre 2016

Step 04 - I colori nel mito

Fin dall'antichità, l'uomo, interrogandosi di fronte all'ignoto, ha trovato spiegazione a fatti apparentemente oscuri tramite l'invenzione di miti e leggende. Caratteristica fondamentale di questi, che si sono evoluti e tramandati fino ad oggi, è quella di conservare una componente fantastica ed un'altra realistica, denotando così una natura sensibile della mitologia.
I colori sono un elemento essenziale della memoria: l'essere umano, infatti, ricorda anche grazie all'associazione cromatica. Ne consegue che il mito è un elemento profondamente "colorato", ricco di sensazioni uditive, tattili ma sopratutto visive. 
Secondo quanto riporta l'Enciclopedia Treccani, il loto è un termine indicante numerose piante comuni, tra le quali il kaki, colore di interesse di questo blog. 

La leggenda del fiore di loto è senza dubbio una delle più antiche e variegate tematiche del mito, ritrovabile in numerose culture apparentemente  molto distanti tra di loro, sviluppatesi in tempi e contesti profondamente differenti: Egitto, India e Asia. 

I principali significati del Loto provengono dal Buddismo, nel quel assume una connotazione di purezza, crescita spirituale e consapevolezza di sé. Si tramanda infatti che lo stesso Buddha sia nato da un fiore di loto.




Un fiore di loto



Significato del Fiore di Loto

Cosa rende esattamente questo fiore così carico di significato per l'uomo? Indagando nella biologia di questa pianta e nel suo comportamento in natura è possibile trovare una risposta.
Il loto, infatti, è una pianta tipica delle zone salmastre e paludose, e nonostante ciò riesce a conservare colori e profumi puri e incontaminati, grazie alla caratteristica idrofoba dei suoi petali. Esso si eleva sul proprio stelo, emergendo dall'acqua stagnante, così come l'essere umano si eleva dal fango della vita terrena, con le sue difficoltà, i suoi scorni, i suoi compromessi. Richiude i petali la sera per poi riaprirli la mattina, così come fa l'uomo riposando e rigenerandosi.
Queste caratteristiche sono state rese antropomorfe mediante tratti femminili, tipici della purezza, grazia e fertilità.

Divinità induista adagiata su di un fiore di loto




Il  Loto nel mito


Antico Egitto: 


Dettaglio di un dipinto egizio nel quale è raffigurato un fiore di loto





Nella civiltà egizia il Loto, fiore della  ninfea,  era simbolo di rinascita e rigenerazione:  sbocciava al mattino e rivolgeva i propri petali verso la luce del sole; similmente faceva   la divinità Atum   durante il suo  viaggio cosmico. Egli stesso, secondo il mito , nacque da questo fiore. A taleleggenda vi sono differenti variazioni e interpretazioni: secondo alcune fu il sole a nascere da un fiore di loto ch emerse da uno stagno, rappresentante il caos primordiale.  Altre  ancora indicano il dio  Ra a nascere da questo fiore. 



Rappresentazione egizia  del fiore di loto e dell'occhio di Ra
                            




Numerosi utilizzi di questa piante venivano fatti durante gli svariati rituali che si tenevano quotidianamente nella società egizia: si offrivano infatti alle divinità e ai morti durante i riti funebri fiori dorati in simbolo di sacrificio. Il Libro dei morti riportava addirittura una formula magica tramite la quale potersi trasformare in questo fiore e ricevere il dono della rigenerazione eterna.


India:

Come detto in precedenza, molto diffusa è l'analogia tra fiore e condizione umana: così come il fiore emerge dall'acqua salmastra, allo stesso modo l'uomo si erige verso una condizione di superiorità, di distacco dalle bassezze del mondo sensibile e può fare ciò tramite ortiche meditative e rituali. Secondo alcune concezioni il loto rappresenta il simbolo della meditazione e della consapevolezza interiore. In questa religione, creazione e rigenerazione sono attributi femminili incarnati dal fiore stesso e dalle sue rappresentazioni mediante divinità, tipicamente donne, partorite dal calice del fiore. 
Storicamente, sono state raccolte non meno di 6.000 anni di testimonianze che associano il loto alla cultura ed alla religione indù. Un profondo significato viene attribuito al loto nella mitologia, nelle narrazioni epiche, nelle sacre scritture e nella letteratura Sanskrita, ed esso rappresenta il motivo prevalente nella scultura, nell'architettura, nella pittura e nelle decorazioni rupestri.

Il mito di Vishnu

La nascita di Vishnu



Secondo quanto tramandato da un'antica leggenda, dall'ombelico del dio Vishnu sbocciò un fiore di loto al centro del quale sedeva il dio Brahma. Ciascuna delle divinità della triade Brahmanica, Brahma (il creatore), Vishnu (il protettore) e Shiva (il trasformatore) sono associati a questa pianta.

Il mito di Lakshmi

La dea Lakshmi, dea della fortuna e della prosperità e personificazione della bellezza femminile, viene raffigurata seduta su un fiore di loto rosa in piena fioritura e con un fiore di loto nella mano destra. Secondo la leggenda, Lakshmi nacque da un fiore di loto sbocciato sulla fronte del dio Vishnu ed ancora oggi, nel culto di Lakshmi, viene utilizzata una corona composta da 108 semi di loto.

La da Lakshmi, adagiata su di un fiore di loto
Cina:

Nella cultura cinese, il Loto d'oro rappresenta i piedi volutamente deformati delle donne, mediante apposite fasciature utilizzate fin dalla tenera età, al fine di ottenere arti più piccoli, simbolo finezza ed eleganza. L'origine di questa particolare pratica si fa risalire ad una leggenda secondo la quale una concubina in imperiale, per ricevere il favore dell'imperatore si era fasciata i piedi con fettucce di seta  bianca e danzare di fronte all'uomo la famosa Danza della seta bianca. 

I piedi del Loto d'oro https://scarta.it/2015/06/18/lultima-cina-dei-piedi-di-loto/
                       

Giappone:

La divinità Aizen Myo-o

  Esistono numerose affinità tre la varie religioni e i rispettivi miti e leggende. Nella religione giapponese, ricca di divinità esiste una divinità, Aizen Myo-o, vera e propria trasposizione della dea induista Lakshmi, raffigurata anch'essa su di un fiore di loto. 






























domenica 16 ottobre 2016

Step 02 - L'arcobaleno delle lingue del mondo

Il termine Kaki, di origine persiana, è presente nel dizionario di numerose lingue straniere, tra le quali:
  • کاکیu (Kakh) (persiano)
  • Kaki (francese)
  • Khaki (inglese)
  • Kaki (tedesco)
  • Canadese kaki (corso)
  • (shì) (cinese)
  • 카키 (coreano) (coreano)
  • קאקי (kaki) (ebraico)
  • caqui (galiziano)
  • カキ (kaki) (giapponese)
  • Κακή (kakì) (greco) 
  • કાકી (kākī) (gujarati)
  • खुरमा (khurama) (hindi)
  • ಕಾಕಿ (Kāki) (kannada)
  • Kaki (latino)
  • Khaki (lituano)
  • каки (kaki) (macedone)
  • पीडी (pīḍī) (marathi)
  • Caqui (portoghese)
  • персимон (persimon) (russo)
  • каки (kaki) (serbo)
  • Kaki (spagnolo)
  • персімон (persimon) (ucraino)
  • کاکیu (kakh) (urdu)
  •  קאַק 8 (kaki) (iddish)